“I giovani non hanno voglia di lavorare.”
Quante volte abbiamo sentito questa frase?
Negli ultimi anni è diventata quasi un ritornello: aziende che non trovano personale, manager che raccontano di ragazzi “poco motivati”, continue lamentele di una generazione pigra e disinteressata.
Ma se il punto non fosse la voglia di lavorare, bensì le condizioni in cui lo si vuole fare?
Sempre più persone della Gen Z stanno mettendo in discussione un modello che per decenni è stato considerato normale: orari lunghi, disponibilità totale, carriera come centro della vita.
Per molte di loro il lavoro resta importante, ma non è più l’unico aspetto attorno a cui orientare identità, tempo ed energie.
Questo si traduce in scelte che spesso vengono guardate con sospetto dalle generazioni precedenti: meno disponibilità agli straordinari non pagati, più attenzione al tempo libero, maggiore cura del benessere mentale, meno tolleranza verso ambienti di lavoro tossici.
Che non significa non avere ambizione, ma ridefinire le priorità.
Ed è per questo che si è diffuso il termine “quiet quitting”, che significa “abbandono silenzioso”: fare il proprio lavoro senza andare oltre ciò che è previsto dal contratto. Niente ore in più gratis, niente reperibilità continua, niente carichi aggiuntivi. In pratica, svolgere bene il proprio lavoro, ma senza sacrificare tempo e risorse extra per dimostrare totale dedizione all’azienda.
Per chi è cresciuto con l’idea che “bisogna fare la gavetta” e che il lavoro richiede sacrificio, questo atteggiamento può essere scambiato per disinteresse o mancanza di impegno. Ma per molti giovani è semplicemente un modo per mettere dei confini.
E infatti il conflitto che vediamo in tanti uffici oggi non è solo organizzativo, ma culturale e generazionale.
Stiamo assistendo a un cambiamento nel rapporto tra lavoro e vita privata.
E come spesso succede con i cambiamenti, prima di stabilire una nuova normalità si deve attraversare una crisi e poi un periodo di assestamento, che si spera porterà a salari più adeguati e a un maggiore equilibrio tra occupazione e spazio personale.

Lascia un commento

Condividi:

Gli ultimi POST

Le rubriche

Mondo Pop
Donne
come noi
La bottega
delle parole
Parola
d'autore
A voce
alta

Resta aggiornato

Instagram feed