George Saunders è approdato alla narrativa dopo un percorso tutt’altro che lineare.
Prima di diventare uno degli scrittori americani più apprezzati del nostro tempo, ha studiato ingegneria geofisica e svolto mestieri lontanissimi dall’immagine romantica dello scrittore.
Forse anche per questo la sua idea di scrittura è così concreta, quasi artigianale.
In “Un bagno nello stagno sotto la pioggia” Saunders analizza i grandi racconti russi dell’Ottocento per dimostrare una verità essenziale: scrivere significa, prima di tutto, imparare a leggere meglio.
Non solo le opere altrui, ma anche se stessi.
Secondo Saunders, infatti, la revisione è il momento in cui il testo comincia a rivelarsi davvero.
Si rilegge una frase, poi un’altra, e ci si interroga senza sconti: qui l’interesse aumenta o diminuisce? Il lettore è ancora con noi o lo abbiamo perso?
È un criterio spietato, perché obbliga a smettere di difendere una pagina solo perché è costata fatica.
Un paragrafo può essere scritto divinamente eppure risultare superfluo; una scena può essere riuscita ma trovarsi nel punto sbagliato del testo e rallentarne il ritmo.
Riscrivere diventa allora un esercizio di ascolto: eliminare il rumore di fondo, spostare, cercare la fessura da cui la storia respira meglio.
E voi, quando rileggete i vostri scritti riuscite a essere spietati?
(Pensierino del giorno per lettori e scrittori: se vi piace questa rubrica, vi piaceranno anche i libri che pubblichiamo. Venite a trovarci sul nostro sito popedizioni.it)
(Pensierino della notte: bisogna scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più.)
Siamo una casa editrice NON A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie.



