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I nonni sono una presenza speciale nella vita di ognuno di noi.
È grazie a loro se impariamo quello che nel corso della vita ci aiuta a crescere e a diventare le persone che siamo.
Ed è con loro, la maggior parte delle volte, che da bambini facciamo la conoscenza con la morte.
La giovane poetessa Roberta Margiotta, nella sua raccolta “Ero feroce in sogno”, affronta le emozioni contrastanti e profonde per la scomparsa del nonno, tracciando con innocenza la propria stupita scoperta della morte.
Un dolore, quello dei bambini, che spesso risulta invisibile ai nostri occhi e del quale non riusciamo a comprendere la complessità e profondità.
Roberta Margiotta aveva solo 12 anni quando ha composto quella poesia con un’intuizione precisa, che forse da adulti è più difficile cogliere: il lutto, il dolore e l’incredulità possono essere trasformati in arte.
Una salvezza per sé, un tentativo di oltrepassare la mortalità nel ricordo di chi non c’è più, un lenimento da condividere con chi legge.
Qual è il ricordo più bello che avete dei vostri nonni?

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