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Gli antichi greci vedevano nella pazzia l’agire delle Erinni, terribili sorelle che incarnavano la rivendicazione dell’identità individuale.
Il loro era un lamento che avviluppava le vittime fino a condurle alla follia.
Paradossalmente, l’unico modo per sopportare la loro umiliazione era lasciare che “ci guidino nel profondo e sistemare le cose”, come diceva Eschilo.
È proprio da qui che prende le mosse “Io sono bipolare”, il romanzo d’esordio di Paolo Bogliacino.
Nel 2011, a Paolo viene diagnosticata la sindrome bipolare di tipo 1, causa di sei ricoveri psichiatrici e tre TSO (il trattamento sanitario obbligatorio).
Ma la sua storia, come quella di chiunque altro, parte da molto prima, e in questo caso dal 1967, alla sua nascita.
“Io sono bipolare”, a dispetto del titolo, non parla soltanto del disturbo, ma dell’uomo prima dell’insorgere dei sintomi, della sua famiglia, degli affetti e degli inciampi; e dell’uomo che ha imparato suo malgrado a convivere con una diagnosi difficile.
“Mi ritrovo qui a fare lo slalom tra le parole e i ricordi in questo gioco faticoso e divertente, variante letteraria di un qualche tipo di medicina omeopatica che contribuirà a creare un mio personalissimo segnalibro esistenziale che faccia da contraltare al disturbo bipolare con cui convivo da molti anni.
Sono qui nudo, ma nudo ancora non basta, sono qui a togliermi lembi di pelle per mostrarmi di più, perché lo faccio?
Ci sono motivazioni che non conosciamo o non possiedono una ragione esplicita, agiscono al di sotto, non corrispondono alle invenzioni della mente concepite per giustificare quel che facciamo. Sono oltremodo profonde, come immergersi in un’acqua scura con gli occhi bene aperti per cercare di vedere qualcosa, o al mattino, aggrappati a scampoli di sogni, tentare di decifrare sciarade d’inconscio.”
Potete acquistare “Io sono bipolare” sul sito di Pop Edizioni, in offerta a 12 euro! Preferite il digitale? La versione e-book costa solo 4,50 euro.

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