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Scrivere una lettera: oggi è rarissimo, se non impossibile, trovare chi lo faccia ancora, eppure è uno dei gesti più sinceri che ci siano.
Prendere un foglio e una penna, ascoltare le proprie sensazioni, ritagliarsi del tempo per trasformarle in parole, permette di toccare i sentimenti di chi la leggerà.
Chi scrive una lettera, per forza di cose, deve avere qualcosa di importante da dire che non può essere racchiuso nella brevità di un sms o nell’impersonalità di una mail.
Nel bellissimo romanzo “La turista italiana”, di Maria Tina Bruno, penna e carta sono il punto di partenza di una serie di avvenimenti che cambieranno per sempre la vita dei protagonisti.
Perché poche righe, scritte in fretta, con amore o con rabbia, con disperazione o con gratitudine possono stravolgere la quotidianità di chiunque.
E la vita si svuota di ogni significato, capovolgendosi, per reinventarsi necessariamente nuova e diversa.
Un romanzo avvincente, spensierato e saggio come a volte la vita sa essere, imprevedibile dalla prima all’ultima pagina, che inizia così:
“Claudia e Alekos – come i nomi stessi suggeriscono – sono una donna e un uomo e dunque non hanno nulla in comune, a parte il fatto di trovarsi in un giorno di agosto nello stesso luogo, nello stesso momento: Creta”.
E voi, scrivete ancora delle lettere a qualcuno?
Qual è la lettera più importante che avete ricevuto nella vostra vita?

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