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“Amor ch’a nullo amato amar perdona” scriveva Dante a proposito di Paolo e Francesca.
L’amore, insomma, funziona solo quando lo si prova reciprocamente, solo se tutti e due sono davvero innamorati.
Altrimenti si tratta di una corrispondenza asimmetrica che finirà per ferire la parte più debole della coppia, come spiega Anita Docile nel volume “A volte mi calmo: ritratti di amore e disamore”, illustrato da Catherina Romanelli e pubblicato da Pop Edizioni.
Un titolo quanto mai appropriato per questo diario di un abbandono, quando la vita all’improvviso si capovolge e ogni certezza viene spazzata via; ma non solo, perché l’apparente leggerezza e l’ironia del linguaggio nascondono intuizioni non scontate su esperienze di vita comuni un po’ a tutti.
I pensieri sono accompagnati dalle suggestive illustrazioni della pittrice uruguaiana Catherina Romanelli. Potete staccare dal volume ognuna di queste pagine, per conservarle, incorniciarle o farne dono ad amici che attraversano un momento di difficoltà sentimentale.
Che fare se la persona che amiamo non ci ama più?
O se amiamo più di quanto siamo amati?
Meglio troncare il rapporto o perseverare nella speranza che anche l’altro prima o poi si trasformi in ciò che più desideriamo, per essere amati incondizionatamente?
Ed è proprio vero che non può trattarsi d’amore quando non è reciproco?
Il libro non risponde a questa domanda perché nessuno può rispondere davvero. Ma al posto di fornire ipotesi deludenti, l’autrice preferisce raccontare le emozioni senza vane elucubrazioni, ma con grande autoironia e tenerezza.

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