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Nei racconti di “La mia patria sono io” l’autrice J.H. Yasmin, nata a Roma e trasferitasi al Cairo, ci offre storie realmente accadute, tratteggiate con grande sensibilità, ambientate in un mondo apparentemente distante come quello egiziano, ma che in realtà sanno coinvolgere anche il lettore occidentale per la comunanza di sentimenti che ce le fa sentire così vicine, rese ancora più essenziali dalla loro appartenenza a una realtà che ha bisogno di meno fronzoli per mostrarsi.
Come la relazione tra Amira e Samir: la nascita della loro storia d’amore, quando si conoscono in giovane età, quando si avvicinano sempre più l’uno all’altra con frasi e baci rubati lontano dagli occhi della gente, quando lui la chiede in sposa e il futuro suocero accetta a patto che lui diventi in fretta adulto e si trovi un lavoro.
Li seguiamo negli aspri tentativi di coronare il loro sogno, il matrimonio, nella faticosa emancipazione da un destino che sembrava segnato, compiuta uno accanto all’altra, alla ricerca di un futuro più moderno.
In un momento tremendo per le donne dell’Iran, l’autrice J.H. Yasmin racconta con coraggio e lealtà la vita di nove donne egiziane senza omettere nulla delle terribili imposizioni di una società patriarcale e retrograda.
Perché solo la verità può renderle libere.

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