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“La mia patria sono io” è una raccolta di storie vere: le confessioni rilasciate all’autrice da nove donne egiziane che, nella speranza di sensibilizzare l’opinione pubblica, hanno voluto narrare i soprusi subiti: l’infibulazione, il ripudio, la segregazione domestica, il profondo maschilismo che tuttora domina la società in cui vivono.
Come nella storia di Jumana, una donna apparentemente affermata, borghese, medico, ricercatrice. Nonostante questo, anche la sua vita è condizionata da regole arcaiche dettate dalla tradizione.
In particolare, è la figura della suocera a gettare un’ombra inquietante sul suo rapporto matrimoniale.
La suocera di Jumana è onnipresente, detta legge, impone come arredare l’appartamento, cosa cucinare, come crescere i nipoti, che tipo di educazione impartire, senza che la nuora possa fare nulla per opporsi.
“Jumana si sentiva un’ospite, a volte una serva, più spesso una badante, ma mai in quegli anni si era sentita la padrona di casa.”
Frustrata ed esasperata, Jumana tenterà anche un’innocente evasione dalle pressioni che vive in casa grazie all’amicizia con uno dei suoi studenti, che a sua volta però la ricatterà in modo ignobile, costringendola a una scelta che risulterà fatale.
I drammi vissuti dalle protagoniste di questi straordinari racconti ci mostrano un mondo che pare distantissimo sia nel tempo che nello spazio, ma che in realtà è appena dall’altra sponda del Mediterraneo.

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