Sono arrivata in Italia dieci anni fa, strappata dal mio paese.
Lì c’era la fame, portata dai potenti che un giorno hanno deciso di prendersi la mia terra.
Ora, vivo qui da tanto tempo e non posso fare a meno di notare con tristezza che la situazione non è poi così diversa da quella del mio paese d’origine.
È stato il metodo Amazonfree a farmi aprire gli occhi: anche in Italia ci sono persone che portano la fame, quella per lo status symbol.
È così che si finisce per ammalarsi di desiderio per gli oggetti, per i soldi, per la giovinezza eterna, mentre i potenti godono del nostro senso di inadeguatezza che frutta grandi guadagni.
Amazonfree significa “Amazzonia libera”, perché la salvezza sta nel sentirsi come alberi della foresta amazzonica e nel rispettare le nostre limitate risorse (emotive, fisiche ed economiche), incuranti di chi ci chiede di mostrare e performare sempre di più.
Ma è anche un invito a capire davvero i nostri bisogni, infatti il metodo Amazonfree ci esorta a tornare a una condizione “naturale”: se riusciamo a salvare noi stessi dallo sfruttamento, salveremo anche il pianeta.




