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Sin da piccoli ci viene insegnato che l’ambizione è la chiave del successo. A maggior ragione se si parla di lavoro: manager, CEO, direttore. Puntiamo sempre al massimo.
Anche nei sentimenti gioca un ruolo fondamentale: bisogna ambire al partner migliore, il più appariscente, da sfoggiare con orgoglio.
Viceversa, la mancanza di ambizione è considerata il peggiore dei difetti perché trasforma ciascun individuo in un perdente.
Questo è il motivo per cui siamo spesso insoddisfatti e scontenti: dal “basso” delle nostre normali occupazioni ci sentiamo vittime di un destino che non ci rende giustizia.
Ma cosa accade se non ci adeguiamo? Se rifuggiamo la competizione e rifiutiamo di voler arrivare in alto a ogni costo?
Non tutti sono obbligati a essere l’albero più alto della foresta. C’è chi sceglie di restare nel sottobosco, di vivere lontano dai riflettori, consapevole di offrire riparo, ossigeno e linfa.
La società mi ha insegnato a misurare il mio valore in termini di visibilità. Con il metodo Amazonfree, che significa “Amazzonia libera”, ho capito che questa visione è limitante. E che ricoprire un ruolo minore, non in prima linea, non equivale a valere meno degli altri.
Anche i cespugli, gli arbusti, i piccoli fusti sono essenziali per l’equilibrio di un ecosistema complesso come l’Amazzonia. Artefici di quella selva ricca di vita, senza di loro la foresta non esisterebbe.
Non dobbiamo cercare di imporci come un mogano secolare, ma riconoscere lo spazio che ci appartiene e che ci fa fiorire.
E voi? Avete trovato il luogo in cui crescere davvero? Siete già Amazonfree?
Se hai un suggerimento o vuoi lasciare un commento puoi scriverci in direct o su
info@popedizioni.it

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