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E non potrebbe essere altrimenti: la comprensione di un libro è una questione complessa, frutto, inesorabilmente, dell’interazione tra chi scrive e chi legge. Interazione che ha due effetti principali: rendere memorabile l’esperienza del leggere o fraintenderne il senso.
Le parole hanno un significato certo, puntuale e preciso, se prese singolarmente. Ma poste all’interno di una frase, o di un periodo, il significato complessivo non sarà altrettanto certo. Restituire il tono, le sfumature e l’essenza del nostro pensiero non è semplice. E in questi tempi di messaggistica a oltranza, chiunque tra voi si sarà accorto di quanto sia facile travisare il senso di una frase: la parola scritta può risultare dura come la pietra e altrettanto sgradevole da ricevere in testa, soprattutto quando il messaggio è particolarmente conciso. Ne siamo talmente consapevoli che anche i più irriducibili si sono rassegnati a integrare le parole con una serie di emoticon a conclusione della frase. Siamo così incerti sul significato che il destinatario darà alle nostre parole da aggiungere lo smiley, la faccina che piange o l’occhiolino come un sottotesto inevitabile, una salvifica legenda per comunicare le nostre reali intenzioni.
Così facendo, aumentiamo le probabilità che qualcuno ne capisca immediatamente il senso, ma depauperiamo la nostra capacità di scrittura. Ci disabituiamo, giorno dopo giorno, a utilizzare le parole per l’unico scopo a cui servono egregiamente: spiegare e comprendere. Siate accurati nella scrittura anche di un semplice sms, ne vale la pena, e accettate il rischio che qualcuno possa fraintendere. (Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più.)
NON siamo una casa editrice A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo perdutamente. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it  Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie infinite.

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Davide
Davide
11 giorni fa

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