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L’uomo per sua natura è un animale deficitario.
Poco dotato di istinto rispetto al resto degli esseri senzienti, per muoversi nel proprio ambiente ha bisogno di capire, spesso faticosamente, come esso sia composto e cosa contenga.
Vi sono diversi modi di investigare il mondo esterno a noi: attraverso il metodo scientifico, quello poliziesco, l’analisi psicologica dei nostri simili, l’approccio religioso o materialista, o ancora la ricerca filosofica, che miri più all’essenza di ciò che ci circonda che alla sua apparenza.
Un’ulteriore via che vorremmo proporre è quella che si può definire l’“interpretazione letteraria”: sta a dire, un modo di osservare cose, fatti e persone interessato innanzitutto a un immediato riscontro narrativo.
Si potrebbe riassumere nel semplice quesito: tutto questo è degno di essere raccontato?
Se sì bene, voglio saperne di più, in caso contrario non ne vale la pena.
Con ciò non si vuole intendere un punto di vista meramente estetico o calligrafico, semmai una maniera di conoscere e apprezzare il mondo, cogliendo le infinite suggestioni che esso continuamente ci offre.
Un bravo scrittore dovrebbe fare questo: guardarsi intorno e selezionare quasi automaticamente gli elementi che torneranno utili ai suoi futuri testi, trascurando quel che già percepisce privo di qualsiasi spunto per una narrazione di un pur minimo valore.
È probabile che otterrà una visione solo parziale, che però lo aiuterà a concentrarsi sul materiale più pertinente.
(Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più. Pensierino del giorno: non basta avere ispirazione, creatività e talento: per scrivere bene servono anche disciplina, determinazione e allenamento.)
Siamo una casa editrice NON A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie.

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