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I personaggi di un testo letterario nascono per volontà dello scrittore, che in assoluta libertà ne immagina le caratteristiche fisiche, anagrafiche, caratteriali e culturali. Sarà lui a stabilire come vestono, quali intercalari utilizzano nei momenti di difficoltà o di euforia, da quali manie sono afflitti, quando e perché provano timore, che genere di pulsioni può spingerli verso un accadimento o l’altro. Sostanzialmente, lo scrittore fornisce a ciascun personaggio un bagaglio emotivo e sociale che lo accompagna e lo guida nella storia.
Altrettanto liberamente, lo scrittore crea uno scenario chiaro e definito in cui intrecciare avvenimenti e situazioni che consentano lo svolgimento della narrazione, così come è stata ideata e per quali finalità. Alla stregua di un premuroso genitore, lo scrittore nutre i personaggi, li osserva, li rassicura, li lascia esprimere affinché crescano robusti e solidi, al punto da acquisire uno spessore reale costituito da pensieri e reazioni conseguenti.
Tanto più lo scrittore sarà abile nel custodire e fortificare i propri personaggi, tanto più i personaggi saranno liberi e liberamente porteranno la narrazione in una diversa direzione: eludendo i ruoli tra creatore e creatura, i personaggi sceglieranno con ostinata, commovente determinazione se, quando e quali emozioni provare e nei confronti di chi e che cosa.
Un bravo scrittore non potrà fare altro che innamorarsi, e con amore imparare a mediare per ottenere il massimo dalla relazione che ora intercorre fra sé, i propri intenti narrativi, i personaggi e quel che la storia, con il loro apporto, è diventata. Perché i personaggi non sono spiritelli dispettosi, ma domande e risposte di un percorso narrativo impervio.
NON siamo una casa editrice A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo perdutamente. Se siete scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it  Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie infinite.

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