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Che piaccia o no, D’Annunzio era dotato di un ingegno multiforme.
Poeta, novelliere, saggista, soldato, dandy, riuscì a raggiungere l’eccellenza in ognuno dei numerosi campi visitati dal suo instancabile estro.
Nel novero delle molte qualità, anche quella del pubblicitario. L’autore abruzzese aveva un talento non comune per coniare slogan o parole così efficaci che tuttora usiamo senza neppure conoscerne l’origine.
Fu lui a creare la parola “tramezzino” per soppiantare l’anglismo “sandwich” o “scudetto” che ancora oggi designa il gagliardetto dato per una vittoria calcistica.
Battezzò i pompieri “Vigili del fuoco”, diede il nome di “Milite ignoto” agli anonimi caduti della Grande Guerra sepolti sotto l’Altare della Patria in rappresentanza di tutti i soldati morti.
Sono da attribuire a lui i neologismi in ambito aeronautico “velivolo” e “fusoliera” o l’espressione ormai idiomatica “folla oceanica”.
Per conto di Giovanni Agnelli, fu lui a imporre che la parola “automobile”, appena introdotta nel vocabolario nazionale, fosse da declinare al femminile, mentre sempre per sua scelta il fiume Piave passò al genere maschile.
La marca Saiwa nacque da un acronimo da lui inventato per dare un’insegna al biscottificio genovese, e fu pagato lautamente per escogitare il nome di una nuova catena commerciale milanese da allora conosciuta come “La Rinascente”.
Non pago, ideò anche il forzuto Maciste, apparso per la prima volta in un film da lui sceneggiato.
(Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più. Pensierino del giorno: non basta avere ispirazione, creatività e talento: per scrivere bene servono anche disciplina, determinazione e allenamento.)
Siamo una casa editrice NON A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie.

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