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La scrittura ha molti impieghi oltre a quello strettamente letterario. Uno dei più redditizi è prestare le proprie capacità al mondo della pubblicità.
Sebbene qualche snob arriccerà il naso, al di là della sua utilità commerciale, scrivere testi pubblicitari è un’ottima palestra per qualsiasi autore. Insegna infatti a esprimersi nel modo più limpido e conciso, ma allo stesso tempo accattivante.
I lanci pubblicitari più efficaci, oltre a convincerci all’acquisto, ci rigirano in testa per mesi. In alcuni casi per tutta la vita.
Spesso la réclame è provocatoria. Come non ricordare per esempio la giocosa blasfemia dello slogan “Chi mi ama mi segua” associato ai tonici glutei fasciati da un paio di jeans marca Jesus?
Altre volte funziona attraverso canali più rassicuranti, come per l’ammiccante “Dove c’è Barilla c’è casa”.
Ci sono stati casi in cui il messaggio pubblicitario ha avuto un impatto talmente suggestivo sulla società da rimanere nell’uso comune al di là del prodotto sponsorizzato: ancora oggi ci capita di sentire quel “garantito al limone!” che proviene da una vecchia pubblicità di detersivo per i piatti.
E che dire di quello spot di un televisore negli anni ’80 che partiva con la ormai proverbiale frase “Potevamo stupirvi con effetti speciali. Ma noi siamo scienza non fantascienza”?
Gli americani, con un’impostazione un po’ più sbrigativa, per persuadere l’acquirente sembrano invece prediligere l’uso dell’imperativo: “Just do it”, “Enjoy Coca Cola”, “Think different”.
(Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più. Pensierino del giorno: non basta avere ispirazione, creatività e talento: per scrivere bene servono anche disciplina, determinazione e allenamento.)
Siamo una casa editrice NON A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie.

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