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Questa settimana rispondiamo volentieri alla sollecitazione di un nostro lettore che ci ha chiesto delucidazioni in merito ai diritti d’autore.
Infatti, se è vero che lo scrittore scrive innanzitutto per dare libero sfogo alla propria creatività, è comprensibile che non disdegni il legittimo compenso materiale che queste sue fatiche riescano a fruttargli.
A parte le grandi case editrici, che agli autori più affermati riconoscono dei più o meno ingenti anticipi sulle vendite, la maggior parte degli editori stipula per contratto una percentuale data all’autore a vendite avvenute.
La quota si aggira tra il 5 e il 10%. Lo stupore che possono inizialmente creare copyright così bassi verrà stemperato sapendo che gran parte dei costi di un libro è da imputare a spese redazionali, distribuzione e percentuale di sconto trattenuta dalle librerie.
È proprio tagliando sulla grande distribuzione online e sul territorio che noi di Pop Edizioni riusciamo a dare ai nostri autori il 20% del prezzo di copertina, fin dalla prima copia venduta, caso rarissimo a livello non solo italiano ma internazionale.
È ovvio che per mantenere e incentivare una tale scelta editoriale c’è bisogno di quanti più lettori possibili, che acquistino i nostri titoli direttamente dal sito o nelle librerie indipendenti, perorando così quel ciclo virtuoso che premia i lettori con ottimi libri e gli autori con una percentuale di almeno il doppio rispetto alla media.
Diffidate sempre dell’editoria “co-founder” e di quella dichiaratamente a pagamento: chi non investe i propri soldi non è un editore, ma un furbastro.
(Pensierino del giorno: non basta avere ispirazione, creatività e talento: per scrivere bene servono anche disciplina, determinazione e allenamento.)
Siamo una casa editrice NON A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie.

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