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Uno dei più grandi impatti che la letteratura ha sul mondo è quello di forgiare nuove parole.
Meglio ancora se è il vocabolario del mondo a renderle un tributo, adottando spontaneamente alcuni elementi presi direttamente dai libri.
Il più grande successo per uno scrittore è aver dato vita a personaggi tanto potenti e significativi da passare a indicare caratteri e comportamenti nella vita reale.
Per fare un esempio, al grande Rabelais possono essere attribuiti almeno tre vocaboli, riferibili ad altrettanti personaggi da lui descritti: pantagruelico e gargantuesco, sinonimi di “enorme”, dai nomi dei giganti padre e figlio protagonisti della sua opera più celebre, e panurgismo, ossia l’attitudine del gregario a seguire mode e idee altrui, che nasce da un episodio in cui il personaggio di Panurge, per vendicarsi di un mercante fraudolento, gli getta in mare un montone e tutto il resto del gregge lo imita, tuffandosi dietro di lui. L’espressione francese per indicare chi si faccia facilmente influenzare è “Mouton de Panurge”.
Oblomovismo deriva dal noto personaggio di Gončarov, fatalista, accidioso e smidollato.
Bovarismo viene da Emma Bovary, protagonista del libro di Flaubert, e sta a indicare una mente portata a velleità e fantasie sul proprio futuro completamente scollegate dalla realtà.
L’aggettivo kafkiano invece indica le tipiche atmosfere presenti in tutti i testi dell’autore praghese: un ambiente oppressivo e punitivo di cui il soggetto diventa vittima incolpevole.
(Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più. Pensierino del giorno: non basta avere ispirazione, creatività e talento: per scrivere bene servono anche disciplina, determinazione e allenamento.)
Siamo una casa editrice NON A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie.

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