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Ecco alcuni consigli per chi si voglia cimentare nella difficile arte della scrittura.
Innanzitutto cominciate occupandovi di cose che conoscete. Parlate di voi, del vostro mondo, di ciò che avete visto e sentito, prendete spunto dalle persone che vi stanno attorno.
Ambientate il racconto in un contesto che vi sia familiare, dove sappiate muovervi con una tale dimestichezza da dare l’impressione al lettore che lui pure conosca quegli ambienti da sempre.
Se possibile introducete in quel che scrivete elementi mutuati da una vostra passione, legata agli studi o agli hobby, in modo da maneggiare il materiale che sta alla base della narrazione con cognizione di causa.
Buttate giù tutto quello che vi viene in mente, come se si trattasse di un esercizio di scrittura automatica. Ci penserà la seconda stesura (e poi la terza, la quarta e tutte quelle che occorreranno) a ripulire il testo da ciò che non è necessario e, nel caso, ad arricchirlo di particolari tralasciati da una prima redazione fatta di getto.
Scrivete in modo semplice. Usate parole comprensibili e uno stile scorrevole. Frasi brevi, poche relative, poca aggettivazione. Avrete tempo di ampliare gergo e fraseologia. Lo farete quando sarete più allenati a sviluppare periodi complessi.
Ultimo consiglio: nella scrittura siate sinceri, non fingete, non ammiccate al lettore. Se a motivarvi non è una lealtà assoluta verso quel che intendete raccontare, ogni parola risulterà irrimediabilmente insincera.
(Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più. Pensierino del giorno: non basta avere ispirazione, creatività e talento: per scrivere bene servono anche disciplina, determinazione e allenamento.)
Siamo una casa editrice NON A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie.

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