Ernest Hemingway (1899-1961) amava lavorare in piedi, in camera sua, con la macchina da scrivere posizionata su una libreria piuttosto bassa, circondato da pile di giornali e libri.
La moglie Mary fece costruire per lui, nella loro tenuta cubana, una torre a quattro piani in cui poter scrivere in pace, ma Hemingway continuò a lavorare in casa, di cui amava il trambusto che lo raggiungeva soffusamente attraverso i muri.
Alle pareti della camera da letto troneggiavano i suoi trofei di caccia; sulla scrivania poco lontano (che non usava mai), gli oggetti più disparati: un leone di pezza, animali intagliati nel legno, due orologi fermi, un sacchetto pieno di denti di animali e le riviste dedicate alla corrida.
L’autore era solito svegliarsi molto presto per approfittare del silenzio e della frescura, e interrompeva il lavoro verso mezzogiorno – dopo aver appuntato il numero totale delle parole scritte – tenendo sempre fede alla sua regola aurea: sapere già come avrebbe proseguito l’indomani.
Finito di lavorare, Hemingway faceva una passeggiata o una nuotata in piscina, per poi concedersi il primo drink della giornata. Seppure la leggenda lo veda come un bevitore incallito, lo scrittore non consumava mai alcolici mentre scriveva, così come non scriveva mai di domenica, convinto che portasse sfortuna.
E voi, avete un giorno fortunato per la scrittura?
(Pensierino del giorno per lettori e scrittori: se vi piace questa rubrica, vi piaceranno anche i libri che pubblichiamo. Venite a trovarci sul nostro sito popedizioni.it)
(Pensierino della notte: bisogna scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più.)
Siamo una casa editrice NON A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie.




