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Sono almeno vent’anni che il memoir e l’autofiction si sono imposti nel panorama letterario come due generi dominanti.
Scrivere di vicende accadute realmente potrebbe sembrare un’impresa piuttosto facile. Eppure, sono molte le insidie che si nascondono dietro la composizione di una storia che ha elementi autobiografici.
Spesso, specialmente nei romanzi degli esordienti, c’è una sorta di eccesso di zelo: sentimentalismo, poca obiettività nel riportare gli eventi, momenti introspettivi troppo abbondanti e la tendenza a voler (tra)scrivere tutto così come è accaduto, nei minimi dettagli, perdendo il focus sulla trama e rischiando di annoiare il lettore.
Guai a disperdersi in minuzie irrilevanti: selezionate con cura gli episodi più significativi per creare un’opera di ampio respiro, che sappia parlare a ogni lettore.
Ciò che più importa, in letteratura, è come si racconta una storia. Il ritmo e la struttura narrativa giusti terranno alto il coinvolgimento di chi legge.
Non dimenticate che anche il memoir e l’autofiction meritano il massimo rigore, e dovrete lavorarci con disciplina e ostinazione.
(Pensierino del giorno per lettori e scrittori: se vi piace questa rubrica, vi piaceranno anche i libri che pubblichiamo. Venite a trovarci sul nostro sito popedizioni.it)
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