Parliamo spesso, in questa rubrica, dell’importanza della disciplina.
Oggi, però, vogliamo riflettere con voi su un altro elemento essenziale per il processo creativo: perdere tempo.
Agli antipodi della disciplina, avere del tempo da riempire esclusivamente di pensieri e per ricaricare le energie mentali è imprescindibile.
Proust diceva che il lavoro e l’ozio sono due momenti della creazione, e a ben vedere aveva ragione: le giornate troppo piene di impegni sono debilitanti, e la stanchezza si riverserà inevitabilmente nel lavoro di scrittura.
Raffaele La Capria affermava che per inventare qualcosa bisogna essere distratti, mai concentrati.
Perdere tempo, passeggiare, osservare semplicemente ciò che c’è intorno: è in momenti come questi che grandi scrittori hanno avuto le migliori intuizioni della loro carriera.
Henry Miller, addirittura, lamentava di non avere abbastanza denaro per poter pagare una persona a cui dettare mentre passeggiava, perché “i pensieri migliori mi vengono quando non sono alla macchina da scrivere”.
L’ozio, insomma, aiuta a scrivere anche quando non si scrive.
E voi, amate perdere tempo?
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