Questa settimana si celebra la giornata internazionale del gatto. E tanti sono i felini che, nei secoli, hanno accompagnato scrittori e scrittrici.
Ernest Hemingway, per esempio, si occupava di un’intera colonia di gatti. I loro discendenti vivono ancora nella casa-museo dell’autore a Key West. In una lettera alla moglie, Hemingway raccontò: “Un gatto tira l’altro… Il posto è così dannatamente grande che non sembra che ci siano molti gatti finché non li vedi tutti muoversi come una migrazione di massa al momento del pasto”.
Bébert, l’amato gatto di Céline, viaggiò nello zaino dello scrittore per mezza Europa. Il loro rapporto era così viscerale che Céline arriverà a identificarsi con lui, come testimoniano i suoi romanzi.
Sprite, il gatto di Bill Watterson, fu d’ispirazione per il personaggio di Hobbes, la tigre di pezza della fortunata serie di fumetti “Calvin & Hobbes”.
Daffy era un soriano grigio a cui l’autrice Lucy Maud Montgomery leggeva le bozze dei suoi libri, mentre Edward Gorey amava lavorare ai suoi scritti mentre i suoi sei gatti gli affollavano la scrivania.
C’è anche chi ha scritto dei libri sui propri gatti, rapito da adorazione felina: è il caso di Doris Lessing, William S. Borroughs, Colette e T.S. Eliot (quest’ultimo scrisse una raccolta di poesie sui gatti che ispirò il leggendario musical “Cats”).
E voi, siete stati colpiti dalla stessa passione felina?
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