#labottegadelleparole
Maya Angelou (1928-2014) è stata autrice, poetessa, saggista, drammaturga, attivista, attrice e molto altro.
La sua routine da scrittrice consisteva nell’alzarsi all’alba e recarsi in uno degli alberghi poco distanti da casa sua dove prendeva in affitto, mensilmente, una stanza.
Quelle che preferiva erano camere spartane, che offrivano solo l’indispensabile e che non avevano quadri alle pareti. Con sé, da casa, portava sempre una bottiglia di sherry per berne un po’ dopo il lavoro, un mazzo di carte, una copia della Bibbia di re Giacomo, un dizionario e alcuni cruciverba.
Angelou teneva molto alla sua privacy, e chiedeva allo staff dell’hotel di turno di ignorare chiunque la cercasse.
L’autrice, durante le giornate passate in albergo, scriveva a mano su un blocco per appunti e una volta tornata a casa, nel pomeriggio, batteva a macchina la versione corretta di quanto scritto nella mattinata di lavoro.
A volte, dopo cena, Angelou leggeva a suo marito il frutto delle fatiche della giornata. Non per ricevere commenti, chiariva – accettava commenti soltanto dal suo editor –, ma per “raddrizzare” eventuali storture di cui poteva accorgersi solo leggendo ad alta voce i suoi scritti.
E voi, in che luogo amate scrivere?
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