Quando Louisa May Alcott pubblicò “Piccole donne”, pensava che sarebbe stato un flop, ma si sbagliava: fu un successo clamoroso, e ancora oggi Alcott è un modello per tante donne che sognano di essere scrittrici, anche grazie alla sua protagonista, Jo March.
Chi ha letto e amato le sue opere ha fantasticato, spesso, di fare un salto indietro nel tempo per calarsi nei panni dell’intelligente e avventurosa Jo e per inventare a notte fonda storie in soffitta.
Moltissime ragazze che volevano diventare scrittrici scrissero ad Alcott per chiederle consigli; a una di queste, l’autrice rispose di lavorare ogni giorno con umiltà e onestà, senza scoraggiarsi se il successo tardava ad arrivare.
E le raccontò che quando aveva finalmente realizzato il suo sogno e creato il capolavoro “Piccole donne”, aveva capito che la felicità e la bellezza di questo lavoro erano poter provvedere liberamente a sé e alla sua famiglia.
Per farlo, non c’era modo migliore che scrivere attingendo alla vita, e ai suoi “incidenti comici e commoventi”. Come ha imparato a fare nel suo meraviglioso romanzo Jo March.
Anche se, forse, Jo le avrebbe risposto: “Niente consigli, grazie; non posso starmene chiusa in casa tutto il giorno. A me piacciono le avventure”.
Anche per voi gli incidenti comici della vita si trasformano in scrittura?
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