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Il che non è affatto vero, ma Plinio il Vecchio forse era troppo garbato per dire le cose esattamente come stanno. Le righe non sono come le mele, non ne basta una al giorno per togliere i malanni di torno: e voler scrivere è un malanno. È una tra le peggiori idee che vi possano venire in mente da sobri. Perché decidere di scrivere equivale a innamorarsi della creatura più straordinaria del pianeta e sperare di conquistarla con tre aggettivi e due avverbi, mentre il sudore vi bagna le ascelle e lei vi guarda annoiata. Provate a immaginare la faccia di Uma Thurman e di suo fratello (che sarà uno schianto come lei) se vi sorprendessero nudi nel parcheggio di un supermercato mentre cercate di infilare una barca a vela nel bagagliaio della vostra utilitaria blu. La scrittura vi guarda così, sappiatelo, mentre voi riempite la pagina di parole che non racconteranno niente, se non siete allenati a scrivere. Perciò allenatevi, come se vi preparaste alle venticinque tappe del cammino di Santiago di Compostela: scrivete ogni giorno e ogni notte, e scrivete più che potete. Scrivete di qualunque argomento, non abbiate freni, non limitatevi, non ostacolatevi, non imbarazzatevi: inizialmente, puntate alla quantità delle parole, non alla qualità. (Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più.)

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