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Non è affatto vero quello che si sente ripetere, ossia che la gente non legge. La gente legge moltissimo, quasi senza sosta.
Tutto nasce da un malinteso: quando usiamo il verbo leggere sottintendiamo quasi sempre, come complemento oggetto, un libro. Ecco, forse in questa accezione il pessimismo sull’attività sempre meno diffusa della lettura può avere un senso. Il punto è che la gente non legge libri per leggere dell’altro. Nella gran parte dei casi, roba di scarso valore.
Se un tempo si prendeva in giro chi fosse abituato a leggere giusto le pagine della “Gazzetta dello sport” o di qualche testata affine, ora quel tale figurerebbe quasi come un raffinato intellettuale rispetto a ciò che è abituata a sorbirsi la maggioranza delle persone, la cui attenzione è perlopiù richiamata da post o messaggi presenti sui social, scritti non di rado in maniera pesantemente sgrammaticata, sovente privi del benché minimo spessore contenutistico. Sono consultati in maniera compulsiva, scorrendoli col dito sugli schermi dei telefonini, in qualsiasi momento.
Perché molte persone preferiscono perdere tempo a leggere tanta aria fritta piuttosto che testi che possano in qualche modo concedere loro un pur minimo accrescimento personale?
Perché i post dei social sono di facile consumo. È come bere una spremuta d’arancia.
Ma forse è giunto il momento di far capire quanto maggiore sia il piacere che si trae, quando il messaggio contenuto in uno scritto richiede alla nostra mente un adeguato sforzo.

(Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più. Pensierino del giorno: non basta avere ispirazione, creatività e talento: per scrivere bene servono anche disciplina, determinazione e allenamento.)

NON siamo una casa editrice A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it  Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie infinite.

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