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La lettura è un’attività impegnativa, inutile nasconderlo. A partire dai suoi fondamenti organici: l’occhio umano non è stato creato per seguire righe formate da piccoli simboli che si rincorrono sino a comporre una pagina e quindi un intero libro. Tanto meno il cervello umano – più o meno identico da 200.000 anni a questa parte – si è sviluppato per recepire quei segni, decrittarli, radunarli mentalmente e fornire loro un senso compiuto.
Capitò tuttavia che qualche villaggio sperduto della Mesopotamia escogitasse un metodo sbrigativo per lasciare traccia delle varie compravendite. Da lì l’uso di quel sistema di annotazioni ancora rozzo venne pian piano allargato, sino a comprendere la descrizione di eventi reali o inventati che andavano ben al di là di un contesto puramente merceologico.
Oltre alle implicazioni oftalmiche e neurologiche, la lettura presenta poi difficoltà di carattere semantico: un buon testo non si concede mai facilmente al suo fruitore. Vuole essere inquadrato, dedotto, sviscerato, sino a condurci a un quadro d’insieme compiuto.
Però volete mettere il grado di soddisfazione che il nostro apparato cognitivo trae dalla felice comprensione di uno scritto ricco di suggestioni rispetto al rapido consumo di messaggi senza alcun valore, come quelli che spesso spiccano su social, webzine, rotocalchi da sala d’attesa del dentista o bassa letteratura d’evasione?
Maggiore è lo sforzo intellettuale, maggiore sarà l’appagamento. Altrimenti, è solo una perdita di tempo.

(Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più. Pensierino del giorno: non basta avere ispirazione, creatività e talento: per scrivere bene servono anche disciplina, determinazione e allenamento.)

NON siamo una casa editrice A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it  Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie infinite.

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