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Esistono vari metodi di lettura, a seconda di chi fruisca del testo scritto: c’è chi lo fa professionalmente, chi per diletto. Da ciò dipendono principalmente i ritmi e la maniera in cui tale attività verrà svolta.
È evidente che chi sia chiamato a esaminare una gran mole di proposte editoriali, come un editor, un agente letterario, uno scout editoriale, un editore non possa concedersi il lusso di leggerli interamente, ognuno di essi, parola per parola, come se fosse un tranquillo lettore seduto su una panchina ad ammazzare il tempo. Molti si fermano all’impressione della prima pagina, se non funziona quella arrestano la lettura.
Se invece l’incipit li convince a proseguire, per facilitare il lavoro adotteranno una lettura rapida, che a sua volta si articola nella lettura a macchie di leopardo, ossia saltabeccando qua e là tra le pagine, leggendo proposizioni scelte più o meno a caso, oppure la lettura in obliquo, che consiste nell’esaminare una pagina a partire dall’attacco in alto a sinistra per poi seguire un immaginario rettilineo che termini in fondo a destra, cercando di leggiucchiare frettolosamente le parole che si trovano intorno.
Infine, c’è chi legge saltando le pagine e leggendone solo alcune a campione.
È chiaro che se questa prima disamina persuade il fruitore professionale a una lettura più attenta, il secondo esame sarà senz’altro scrupoloso. Il rischio, si spera calcolato, rimane quello di perdersi qualcosa di prezioso e rivelatore, strada facendo.
(Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più. Pensierino del giorno: non basta avere ispirazione, creatività e talento: per scrivere bene servono anche disciplina, determinazione e allenamento.)
NON siamo una casa editrice A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it  Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie infinite.

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