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Avere l’opportunità di esprimersi senza il fastidio di essere interrotti costituisce di certo una felice immunità. Anche dare vita a un microcosmo popolato da molteplici personaggi e intrecci è un privilegio che produce uno stato di onnipotenza. Ma scrivere è una faccenda estremamente complessa, e faticosa, come camminare da soli su una strada sterrata in una notte buia e tempestosa. È naturale avere paura, mentre il vento si porta via tutte le idee e i passi inciampano nel silenzio di parole che arrivano a frasi alterne. Qualunque sforzo e qualunque intuizione sono gravati dalla solitudine di avere un unico compagno di viaggio: il proprio giudizio. L’incertezza di procedere nella direzione giusta ci accompagnerà dalla prima parola fino all’ultima e nessuno, a parte noi, avrà il potere di rassicurarci o redarguirci. Per centinaia di volte ci sembrerà di aver trovato finalmente la voce propizia e, rileggendo, ne scopriremo stupefatti ogni sfumatura deludente, perché le parole hanno un suono, un significato e un peso e riuscire a combinarle tra loro richiede cura e tormenti: la cura della riscrittura, il tormento dell’indecisione, il tormento dell’ostinazione. Perché camminare nel buio di una strada sterrata suscita esitazione e sgomento, richiede perseveranza e coraggio e l’agilità di rialzarsi dopo ogni caduta. Perciò è necessario allenare la propria capacità di giudizio, che al pari di una lanterna ci condurrà alla fine del cammino. E non esiste migliore allenamento che leggere instancabilmente e scrivere tanto. “Ricetta della settimana”: scrivete un breve racconto che abbia una trama avvincente, quindi uno sviluppo e una fine. Rileggetelo, valutatelo, correggetelo. Quando vi sembrerà di aver ottenuto un buon risultato, riscrivete il medesimo racconto, ma partendo dal finale, senza che la trama risulti ovvia. Siate onesti, generosi e rigorosi e, se volete, inviateci il testo nelle due versioni a pubblicazione@popedizioni.it  
Saremo lieti di darvi i nostri consigli.
(Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più.

Pensierino del giorno: eliminare dal vocabolario le parole “ispirazione, creatività, talento”.)

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