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Da un punto di vista quantitativo la letteratura ha un’estensione virtualmente illimitata.
Per letteratura infatti si intende tutto ciò che viene espresso tramite parole scritte (con un’ulteriore espansione a quando tali parole vengono recitate, come nel caso del teatro o degli audiolibri).
Sotto un’etichetta così generosa, almeno in teoria, potrebbero rientrare anche le istruzioni sui tubetti di dentifricio o sui bugiardini.
In effetti esiste una letteratura scientifica che ha poco a che fare con le istanze estetiche che ci aspetteremmo, quando sentiamo pronunciare un tale sostantivo.
Cerchiamo quindi di restringere il campo parlando di una letteratura che tra gli altri suoi fini più o meno impliciti possiede, come condizione necessaria, anche quello dell’intrattenimento.
L’ambito, direte voi, resta comunque sempre troppo vasto.
Proviamo perciò ad adottare un’altra prospettiva: quella della qualità. Facendo ciò, ovviamente sfronderemo di molto la scelta di titoli – i libri buoni o perlomeno decenti rappresentano una minoranza – ma ci accorgeremo al contempo che molti di loro non è detto ricadano sotto il formato stereotipato del libro di poesie, del romanzo o della raccolta di racconti di stampo classico.
Molti libri per ragazzi hanno raggiunto vette equiparabili ai “colleghi” più seriosi, basti ricordare i due libri su Alice di Carroll. Il discorso vale ancor più per i fumetti, che spesso contengono storie e scritture elevatissime. 

(Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più. Pensierino del giorno: non basta avere ispirazione, creatività e talento: per scrivere bene servono anche disciplina, determinazione e allenamento.)

NON siamo una casa editrice A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie.

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