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Ci sono almeno due modi di viaggiare, quello classico, che sta nello spostarsi fisicamente da un posto all’altro, e poi c’è un modo meno dispendioso e più sedentario: leggere.
Ci sono dei bellissimi resoconti come il “Viaggio in Italia” di Goethe, libri in cui i luoghi diventano personaggi della narrazione, come L’Avana nei romanzi autobiografici di Gutiérrez o Marsiglia nelle pagine di Jean-Claude Izzo.
Ci sono scrittori che tendiamo a identificare con i luoghi che hanno descritto, come Pasolini con Roma, Paul Auster con New York, Borges con Buenos Aires, Piero Chiara con il Lago Maggiore.
Certo, c’è poi da capire quanto la descrizione di un luogo sia fedele al luogo stesso. A volte l’ambientazione per l’autore è poco più di un semplice pretesto, nella maggior parte dei casi invece è strettamente connessa ai sentimenti e alle vicende vissuti dai protagonisti, così da essere trasfigurata per meglio rendere il loro stato d’animo.
Ecco perciò che Parigi può diventare l’ambiente festaiolo di “Bel Ami”, come pure lo scenario fatiscente di “Morte a credito” o il teatro grottesco e pauroso per “I delitti della Rue Morgue”.
Un consiglio per l’estate: dopo aver letto un libro che vi abbia stregato, regalatevi un breve soggiorno nella città in cui il romanzo è ambientato. Potrete vedere quelle località attraverso gli occhi del vostro scrittore di riferimento, potrete confrontare il suo punto di vista col vostro e potrete rilassarvi per qualche giorno con la scusa di una meta culturale.

(Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più. Pensierino del giorno: non basta avere ispirazione, creatività e talento: per scrivere bene servono anche disciplina, determinazione e allenamento.)

NON siamo una casa editrice A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie.

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