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Frasi come il celebre motto latino “Verba volant, scripta manent”, ma anche detti più popolari, come “Carta canta e villan dorme”, sembrano volerci ribadire l’importanza
testimoniale della scrittura.
In effetti, a pensarci bene, un testo scritto assume immediatamente un principio di autorità che la semplice oralità non pare possedere. Non solo a livello legale o notarile, ma anche per quel che riguarda la scrittura intesa come passatempo o accrescimento culturale.
Una volta scritta, una cosa è lì, nero su bianco, non più alterabile. Chi ne è l’autore non può più rimangiarsela, come potrebbe fare con un discorso a voce, accusando magari l’interlocutore di aver frainteso quanto detto.
È per questo che scrivere è anche una presa di coraggio: vuol dire decidersi una buona volta ad affidare il proprio pensiero a un supporto fisico o virtuale, che proseguirà a riproporlo a chiunque poserà lo sguardo su quelle stesse pagine.
Questa consapevolezza dovrebbe condurre uno scrittore ad affinare il proprio stile sino a renderlo “lapidario”: proprio come il marmista, che sa che le lettere che scalpellerà nella pietra rimarranno invariate e imperiture, almeno sino a quando la materia non verrà sgretolata dallo scorrere dei secoli.
Cercate di portare la vostra scrittura a un grado tale da non dovervene mai pentire. Scrivete solo ciò che sentite davvero necessario. Sappiate che una volta dato il “visto si stampi” ciò che avete scritto rimarrà tale e quale a un’indelebile e intima confessione.
(Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più. Pensierino del giorno: non basta avere ispirazione, creatività e talento: per scrivere bene servono anche disciplina, determinazione e allenamento.)
NON siamo una casa editrice A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie.

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