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Il blocco dello scrittore, a chi è già capitato? Chi teme che gli possa capitare?
Un vero e proprio spauracchio per chi vorrebbe votare la propria vita alla professione della scrittura.
Si dice che Liz Taylor avesse assicurato con i Lloyd’s di Londra i suoi occhi viola per paura di perdere lavoro e rendite, casomai si fossero sbiaditi per chissà quale motivo.
Ecco, ci sarebbe da prendere in considerazione una stipula assicurativa che salvaguardi gli autori da una temporanea o prolungata sospensione delle loro capacità narrative.
Quando può avvenire un fenomeno di questo tipo?
Non quando scrivere si presenta come un’urgenza. Più facile che capiti quando un libro venga commissionato, per esempio, qualora la carriera sia già avviata. È in quei momenti che una inaspettata ansia da prestazione può assalire lo scrittore, che faticherà a trovare le giuste parole per comunicare quello che ha in mente, spesso in forma ancora embrionale.
Bukowski suggeriva: “Scrivere del blocco dello scrittore è sempre meglio che non scrivere affatto”.
Questa può essere una via percorribile. In effetti, in un diverso campo artistico, Federico Fellini è riuscito a sfruttare paradossalmente la mancanza di creatività per girare quel capolavoro che è “8½”.
Un altro possibile accorgimento è quello di tralasciare per qualche tempo il testo al quale non riusciamo a dare la forma che vorremmo e provare a scrivere qualcos’altro, come una ginnastica defatigante, per poi tornarci sopra in un secondo momento.
(Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più. Pensierino del giorno: non basta avere ispirazione, creatività e talento: per scrivere bene servono anche disciplina, determinazione e allenamento.)
NON siamo una casa editrice A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie.

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