Vi è mai capitato di comprare qualcosa e poi, a ripensarci, non sapere perché?
A me ogni tanto succede: apro l’armadio e trovo un maglione che deve aver lasciato un ladro scappando, perché di sicuro non l’ho comprato io.
È il sistema consumistico che ci spinge a farlo: promozioni, offerte last minute, occasioni che durano solo per qualche ora, spedizioni lampo.
Il nostro cervello cerca una ricompensa immediata agli sforzi e, così, prima della fine del mese ci siamo già concessi un nuovo paio di scarpe e due cene fuori, mentre il salvadanaio resta vuoto.
I social amplificano questo fenomeno: “unboxing”, “haul”, “must have” – guai a essere “out of season”, anche se lo smartphone funziona ancora e il giaccone dell’anno scorso è in ottime condizioni. Il messaggio è sempre lo stesso: puoi essere migliore di come sei, compra, acquista, mettiti in mostra.
Io a volte ci casco, a volte invece mi dico: andate a spiumare qualcun altro. Perché so che molti dei miei acquisti derivano solo da strategie di marketing.
Perciò ho deciso che da domani, prima di comprare, mi chiederò: tra un mese ne avrò ancora bisogno?
E voi? Siete ragionevoli negli acquisti o un po’ sconsiderati?



