Quando ero bambina annoiarmi era normale.
Capitava nei lunghi pomeriggi d’estate, durante i viaggi in automobile o nelle giornate di pioggia. All’inizio era una sensazione fastidiosa, ma poi succedeva sempre qualcosa: inventavo un gioco, disegnavo figure nell’aria, fantasticavo.
Oggi invece la noia dura pochissimo.
Appena compare, faccio qualcosa per allontanarla. Prendo il telefono, apro un social, cerco una notizia, guardo un video. Ho sempre uno schermo pronto a riempire quel momento di vuoto.
Ma perché la noia è diventata un problema da evitare in ogni modo?
Forse ci dà fastidio perché ci lascia soli con i nostri pensieri, con domande che preferiremmo ignorare e con preoccupazioni che rimandiamo da giorni.
Eppure, è dimostrato che proprio in quello spazio apparentemente inutile spesso nascono le idee migliori.
Le intuizioni, i progetti, i grandi cambiamenti raramente arrivano mentre scorriamo un feed su Instagram.
Quindi la noia non è tempo perso, ma uno degli ultimi spazi rimasti per ascoltarci davvero.
E voi? Quand’è stata l’ultima volta che siete rimasti a fissare un muro senza sentirvi disperati?



