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“Lascia stare quei giochi, sono da maschi: rischi di farti male.”
Alzi la mano chi, almeno una volta, da bambina si è sentita dire questa frase. E alzi la mano chi, sentendola, ha provato una fitta di dispiacere, perché i giochi “da maschi” spesso sono più divertenti di bambole e peluche.
Immagino che di mani alzate ce ne siano parecchie. E immagino che tante bambine, se avessero conosciuto la storia di Amalia Ercoli Finzi, si sarebbero sentite meno incomprese.
Amalia da bambina smontava biciclette. Nessun preludio a un lavoro su due ruote, ma il desiderio di capire come funzionassero le cose. Un desiderio diventato realtà per la prima donna in Italia a essersi laureata in ingegneria aeronautica, divenuta poi direttrice del Dipartimento di Ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano.
Inoltre, per l’ESA ha supervisionato la trivella SD2 che ha perforato una cometa nel 2014. Da allora per tutti è diventata “La signora delle comete”.
Oggi Amalia è una splendida ottantaquattrenne che, nonostante i formidabili traguardi raggiunti, ha dovuto fare i conti con una frase ricorrente: “Non è roba da donne”.
E noi, in un modo o nell’altro, con questa frase siamo costrette a farci i conti fin troppo spesso.
Ma Amalia risponde con un sorriso e con la forza della ragione, campo nel quale eccelle: “Le donne hanno un modo di pensare complementare agli uomini. Ecco, questa cosa nello spazio facilita molte cose”.
In un’intervista dichiarò che alle bambine era consigliabile regalare un meccano insieme a una bambola, per dare una bella spallata agli stereotipi di genere e per lasciare che le naturali inclinazioni di ciascuna potessero svilupparsi liberamente.
Non male, vero?
E per chi avesse ancora dubbi, queste parole non sono state pronunciate da una scienziata in pensione, ma da colei che si sta occupando della prima missione umana su Marte, in cui è previsto che l’equipaggio sarà di sette persone. E almeno quattro saranno donne.
Magari astronaute che, da bambine, si sono sentite dire: “Lascia perdere, non sei un maschio, finirai col farti male”.
(Sonia F.)

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