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“Se avessi denunciato le violenze di mio marito sarei morta.”
Queste parole le ha pronunciate Maria, una donna che per tanti anni ha dovuto convivere con un uomo violento e brutale, di cui era il bersaglio preferito, insieme ai suoi figli.
Botte, minacce, insulti. Il terrore che la violenza dell’uomo potesse esplodere per un nonnulla.
Una vita di inferno interrotta bruscamente da suo figlio Alex, che ha ucciso il padre durante l’ennesima violenta aggressione ai danni di Maria.
Poche settimane fa, Alex è stato assolto.
Mentre molte cronache raccontano di una storia a lieto fine, a me sembra che ci sia un punto fondamentale di cui si è parlato poco.
La scelta di Maria di non denunciare.
Una scelta dettata dalla paura di morire, dal rischio concreto di non sopravvivere a una denuncia.
Meglio farsi consumare la vita dalla rabbia e dagli abusi di un marito diventato, di fatto, un carceriere, che provare a salvare sé e i propri figli.
Per chi non è vittima di una violenza cronica, quotidiana e spietata, è difficile immaginare il terrore.
E invece bisogna farlo, bisogna cercare di immedesimarsi in una donna abusata e picchiata che trova il coraggio di recarsi in questura per denunciare, sapendo poi di dover tornare a casa, da suo marito.
La paura di Maria è quella di migliaia di altre donne nella sua situazione.
Il motivo è tristemente semplice: l’insufficienza delle tutele previste in questi casi dalla legge.
Sulla carta ogni donna che denuncia verrà protetta, ma nella pratica troppo spesso la giustizia si disperde in mille rivoli burocratici, che agli occhi spaventati di una vittima diventano come una montagna impossibile da spostare.
Alle donne vittime di violenza, oggi, Maria consiglia di denunciare sempre e comunque, ma lancia un appello alle istituzioni affinché chi denuncia sia difesa dal momento stesso in cui chiede aiuto e non venga lasciata sola, come invece in moltissimi casi accade.
Perché una donna che può contare sulla piena protezione e sull’assistenza delle istituzioni e della società è una donna che sceglierà di essere libera. Sempre.
(Francesca C.)

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