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Personalmente non ho idea di che cosa sarei capace di fare in venti secondi: sono tanti, sono pochi?
Sono pochi, ovviamente. Una manciata irrisoria di tempo.
Tranne, per esempio, quando cerchi di restare in apnea con la testa sott’acqua. Allora diventano lunghissimi.
Se invece hai paura, se sta accadendo qualcosa che ti spaventa, venti secondi volano via nel tempo di un respiro: il cervello si blocca, il cuore batte all’impazzata, braccia e gambe si irrigidiscono.
Ed è quello che forse è accaduto a Barbara, una hostess di 45 anni dell’Aeroporto di Malpensa, molestata da un sindacalista durante un incontro di lavoro: ha impiegato venti secondi prima di reagire agli sgraditi palpeggiamenti.
Ma a gennaio di quest’anno un tribunale di Busto Arsizio ha assolto l’uomo dalle accuse di molestie, perché il collegio giudicante, composto da tre donne, pur riconoscendo la credibilità del suo racconto ha stabilito che per reagire a una molestia sessuale venti secondi sono troppi.
Venti secondi.
Per reagire alle mani di uno sconosciuto sul suo corpo durante il lavoro.
Ma Barbara che opzioni aveva?
1. Urlare a squarciagola dopo un secondo;
2. Mollargli un ceffone sul grugno dopo due secondi;
3. Riprendere con il cellulare l’allupato maschio dopo tre secondi, per essere creduta;
4. Telefonare al marito/fratello/amico entro cinque secondi per chiedere aiuto;
5. Stare zitta e sopportare le molestie, che forse è meglio di subire sentenze come questa.
Non è vero, subire non è mai meglio.
È sempre la peggiore delle opzioni.
Infatti Barbara farà ricorso contro questa “bizzarra” sentenza.
Però c’è da sentirsi parecchio scoraggiate.
La paura, il disagio, il diniego, adesso si misurano con un timer?
E qual è un tempo giusto per reagire?
Cinque secondi vanno bene? Dieci sono troppi per provare vergogna e disgusto?
Ma Barbara non si arrende: “Voglio sapere da altri giudici se davvero avevo soltanto venti secondi per decidere come reagire a quelle mani addosso. Se lui è grande e grosso, che faccio, gli tiro un ceffone? E se lui me lo ridà più forte?” ha dichiarato in un’intervista.
In attesa che qualcuno le risponda, facciamo il tifo per lei, come sempre.
(Francesca C.)

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