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Come ogni domenica, vi presentiamo un post della nostra pagina Fb e Ig “Donne non facciamolo in Rete”, nata per tutelare le donne dai pregiudizi e dai pericoli del web:
Qualche settimana fa a Reggio Emilia Luciano Ligabue ha tenuto il suo maxiconcerto per celebrare i trent’anni di carriera. Tra gli ospiti della serata, anche Loredana Bertè.
L’artista ha cantato un brano che lo stesso Ligabue ha scritto per lei, dal titolo “Ho smesso di tacere”.
“È una canzone contro la violenza sulle donne, mentale, psicologica e fisica” ha detto la cantante dal palco di Campovolo, introducendo il brano.
“Ho smesso di tacere” rappresenta un grido contro quella società maschilista in cui c’è sempre qualcuno pronto a chiedersi se lo stupro non sia stato causato dal comportamento ambiguo della vittima o se gli abiti che indossava non fossero sconvenienti.
Una società che non si vergogna di dire che una donna violentata forse un po’ se l’è cercata.
Loredana Bertè a 16 anni è stata vittima di violenza.
Si è fidata dell’uomo sbagliato e non ha trovato la forza di denunciarlo. Al contrario, è stata travolta dai sensi di colpa, chiudendosi nel silenzio e portando in sé i segni indelebili di quella violenza.
Fino a quando, qualche tempo fa, ha reso nota questa storia in un’intervista.
“La società ti fa vergognare e allora denunci anni dopo come ho fatto io. Prima mi vergognavo e invece si sarebbe dovuto vergognare quello che mi ha violentata e massacrata di botte. Il mio messaggio è: denunciate immediatamente, al primo schiaffo.”
Esatto, Loredana. E grazie per il tuo coraggio.
(Sara C.)

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