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Come ogni domenica, vi presentiamo un brano tratto dalla nostra pagina FB e IG “Donne non facciamolo in Rete”, nata per tutelare le donne dai pericoli del web.
Quando parliamo di body shaming in genere pensiamo che la vittima in questione sia una persona con qualche chilo di troppo e un fisico poco tonico.
Non sempre è così.
Ne è un esempio Debora Massari, figlia del noto pasticciere Iginio, finita nel mirino dei leoni da tastiera per alcuni scatti su Instagram.
La sua “colpa”?
Essere troppo magra.
“Mangia qualcosa, sei pelle e ossa” era uno dei tanti commenti intrisi di perfidia, che sorvolano di proposito su quanto alcune critiche possano fare male.
Commentare sgradevolmente l’aspetto fisico altrui è sempre una forma di denigrazione, anche quando è camuffato da bonario consiglio. E poco importa che sia rivolto a chi è troppo magro o troppo flaccido per mostrarsi in spiaggia.
Ed è tempo sprecato: anziché criticare gli altri con astio, non sarebbe più utile prendersi cura del proprio corpo e della propria mente in modo sano, sereno e amorevole?
Perché mi rifiuto di credere che questi haters, questi odiatori che si nascondono dietro uno schermo, siano capaci di guardare il proprio corpo, viso, cuore, partner e lavoro con soddisfatta indulgenza. Probabilmente odiano così tanto dei perfetti sconosciuti perché non sono capaci di stemperare la rabbia e l’insoddisfazione in cui galleggiano. Naturalmente il consiglio è sempre il medesimo: ignoriamo chi odia. È un buon metodo per imparare ad amare l’unica cosa preziosa (e indispensabile) che abbiamo: noi stessi.
Un consiglio valido anche per chi “odia”: coltivare una robusta dose di amor proprio rasserena persino gli animi più agguerriti.
Datevi una tregua.
(Sonia F.)

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