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#donnecomenoi

 

Non dovremmo prestare ascolto a tutto quel che ci viene detto, perché spesso le parole sono false, seppure in un modo bonario, come nel caso di una cortese bugia: “Scusa, stavo giusto per telefonarti, mi hai preceduto di un secondo”. Magari abbiamo atteso per ore o per giorni quella telefonata, ma dinanzi a poche, banali parole i dubbi svaniscono e proseguiamo la conversazione come se niente fosse.
Perché scegliamo di credere a quella che quasi certamente è una scusa improvvisata lì per lì? Forse per un istinto di mediazione secondo cui, talvolta, è meglio non pensarci e accontentarsi di poco piuttosto che niente. Ma così facendo, pian piano, abbassiamo il livello delle nostre aspettative nell’amicizia, nel lavoro, nell’amore e in qualunque tipo di relazione sociale, sino a ritenere verosimili persino le più imbarazzanti bugie, ricavandone infine un senso di delusione, sfiducia e frustrazione. Perché le bugie non modificano la realtà, se non in peggio. Perciò: cosa guadagniamo di concreto nel lasciarci ingannare?
Ancora più subdole, però, sono le parole false che pronunciamo noi: per essere gentili, per farci accettare, per compiacere gli altri, per autoconvincerci di qualcosa che non ci convince del tutto. A volte diciamo sì, anche se pensiamo non lo so. Diciamo va bene, anche se sappiamo che non va bene per niente. Dubitiamo di quel che ci viene proposto, eppure accettiamo. Perché? Forse per dare un’occasione ai nostri desideri, proiettandoli con fiducia su chiunque ci capiti a tiro, a prescindere dal reale, reciproco, interesse.
Può funzionare? Alla lunga no. Il che non è molto grave: prima o poi ci renderemo conto che è una situazione illusoria, che non porta a nulla e diremo basta.
Ma che segni avrà lasciato, dentro di noi, aver detto o fatto cose che non volevamo fare? Perché obbligare il corpo e la mente a fingere emozioni che non sono vere è una violenza che facciamo a noi stessi, una violenza reale che ci ferisce profondamente, anche quando non ne siamo consapevoli.
Viceversa, ogni scelta, persino la peggiore, sarà sopportabile solo se l’abbiamo compiuta in assoluta buonafede nei nostri confronti. E potremo lasciarcela alle spalle.

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