Come ogni domenica, vi presentiamo un brano tratto dalla nostra pagina FB e IG @DonnenonfacciamoloinRete, nata per tutelare le donne e i minori dai pericoli del web.
Sapete quante donne sono state uccise in Italia in un contesto affettivo nel 2024?
80, dal primo gennaio al 27 ottobre, stando all’ultimo report del Ministero dell’Interno.
Un numero per difetto, mancando all’analisi più di due mesi di dati.
L’Osservatorio nazionale di Non Una Di Meno, che viene aggiornato ogni mese e che include gli omicidi di persone trans e lesbiche, ne conta più di cento.
Rispetto all’anno scorso c’è una leggera flessione in negativo delle percentuali, oscillazioni minime e quindi insufficienti per considerarle davvero un traguardo positivo.
Le regioni che registrano il più alto numero di femminicidi sono, nell’ordine, Lombardia, Lazio e Sicilia; e l’età media delle vittime è di 57 anni.
Volete sapere come ci uccidono gli uomini?
I metodi più popolari sono: le coltellate, le armi da fuoco e lo strangolamento.
I femminicidi del 2024 hanno lasciato orfani più di quaranta figli minorenni.
Come se non bastasse, ultimamente ha fatto discutere molto il malfunzionamento dei braccialetti elettronici, che nelle ultime settimane hanno decretato la morte di ben tre donne.
Camelia Ion, Celeste Palmieri e Roua Nabi sono state uccise dall’uomo che avevano denunciato perché i braccialetti non hanno segnalato la loro presenza nei dintorni.
Di fatto, anche seguendo le procedure che le istituzioni ci tengono tanto a incentivare, i dispostivi di prevenzione dei femminicidi si sono rivelati del tutto inutili.
A fine settembre, un’interrogazione parlamentare aveva già evidenziato le “criticità riconducibili a connessione di Rete” e assicurava che sarebbero stati presi provvedimenti e richieste le modifiche necessarie ai fornitori.
Evidentemente le promesse non sono state mantenute.
Così le donne muoiono due volte, per mano degli uomini e dello Stato.
(Stefania S.)




