Come ogni domenica, vi presentiamo un brano tratto dalla nostra pagina FB e IG @DonnenonfacciamoloinRete, nata per tutelare le donne e i minori dai pericoli del web.
Ci sono donne, al limitare dei boschi, nelle valli di alta montagna e sulle colline verdeggianti, che silenziose, nascoste alla vista del mondo, stanno attuando una vera rivoluzione.
È da qualche anno che la mia amica Veronica fa parte di questa formidabile armata: quella delle pastore.
Grazie a Veronica, ho scoperto che centinaia di donne, proprio come lei, hanno cambiato vita per stare a contatto con la natura, esercitando una delle professioni più maschili di sempre.
La pastora – una declinazione al femminile che forse non ci è mai capitato di utilizzare – spesso è una donna che, dopo aver preso una laurea e aver lavorato in città, decide di rimettere in sesto vecchi casolari di campagna per cominciare l’avventura di imprenditrice agricola.
È quello che ha fatto la mia amica: dopo aver lavorato per dieci anni in un’azienda che si occupa di biotecnologie, si è licenziata e trasferita nella Toscana appenninica. Ha cominciato comprando un gregge di pecore e qualche vacca, e oggi è un’esperta casara.
Il mestiere l’ha imparato sul luogo, giorno dopo giorno, quando la sveglia suona e fuori è ancora buio, e l’odore di stalla diventa presto un odore familiare.
Quella delle pastore è una storia affascinante, e Veronica mi racconta di quanto sta imparando, di continuo, da questa esperienza. Preziosi insegnamenti, a cominciare dal primo: la vita di ogni animale è sacra, così come lo è la protezione dell’ambiente che oggi rischia tanto a causa dell’uomo e dei suoi veleni.
Quando le chiedo se si è mai pentita di una scelta di vita tanto radicale, fatta di rinunce, fatica e isolamento, mi risponde che non tornerebbe mai indietro.
Custodi di territori martoriati dallo spopolamento e dal cambiamento climatico, le pastore come Veronica rivendicano l’importanza di politiche mirate alla salvaguardia della natura e alla migliore convivenza con gli animali che la abitano, il tutto mentre prendono possesso di uno spazio da sempre presidiato dagli uomini.
Sagge e lungimiranti, queste pastore!
(Sara D.)




