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Come ogni domenica, vi presentiamo un brano tratto dalla nostra pagina FB e IG @DonnenonfacciamoloinRete, nata per tutelare le donne e i minori dai pericoli del web.
È da qualche settimana che in Rete si parla della cosiddetta “manosfera”, un termine che indica tutti quegli spazi digitali – social network, forum, siti – che promuovono idee e opinioni misogine e antifemministe.
Per gli uomini che occupano questi luoghi, il femminismo rappresenterebbe una discriminazione, e le vere vittime del nostro tempo non sarebbero le donne, ma loro: gli uomini eterosessuali.
Il sottogruppo più famoso di questa folta comunità è senz’altro quello degli “incel”, termine di origine inglese che indica tutti quegli uomini che hanno una vita sessuale insoddisfacente per colpa, a detta loro, di un’eccessiva selettività delle donne.
Le donne, secondo queste teorie, sarebbero attratte da una percentuale molto ridotta degli uomini (ricchi e di bell’aspetto), e per tutti gli altri non ci sarebbero speranze.
Se prima, però, questi ambienti della manosfera erano delle nicchie, le cose sono cambiate con l’introduzione degli algoritmi.
Diverse inchieste, infatti, hanno dimostrato che oggi è facilissimo incappare in contenuti di questo tipo, perché i social li propongono di continuo agli utenti maschi e agli adolescenti. E proprio loro finiscono sempre più spesso in queste trappole propagandistiche.
“Molti si sentono vittime, hanno una bassa autostima o stanno attraversando un periodo di tumulto emotivo. Soprattutto i ragazzini, ma anche uomini adulti, non sanno bene a chi dare la colpa. E queste ideologie offrono loro un capro espiatorio davvero facile” ha dichiarato Allysa Czerwinsky, ricercatrice che si occupa di maschilismo online.
È così che in migliaia si ritrovano ad ascoltare gli “insegnamenti” misogini e violenti di uomini come Andrew Tate, famoso per la sua propaganda antifemminile e accusato in due nazioni di stupro e tratta di esseri umani.
Certo, non si possono imputare tutte le colpe a internet. Se personaggi così scadenti fanno presa sui giovani è grazie ai pregiudizi contro le donne ancora presenti in tutte le culture.
(Francesca C.)

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