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Come ogni domenica, vi presentiamo un post della nostra pagina FB e IG “@Donne non facciamolo in Rete”, nata per tutelare le donne e i minori dai pregiudizi e dai pericoli del web.
Di recente, sono rimasta colpita dalla sentenza della Corte suprema britannica che ha stabilito l’applicazione della legge sulle pari opportunità solo per le persone di sesso biologicamente femminile, escludendo così le donne trans, anche quelle in possesso dei documenti femminili.
La legge in questione si chiama “Equality Act” e protegge le donne dalle discriminazioni nella vita pubblica e privata, e in origine prevedeva l’inclusione delle donne trans.
Di traverso, però, ci si è messa For Women Scotland, un’associazione femminista “gender critical” che non riconosce le donne trans come donne, sostenendo che la legittimazione degli uguali diritti tra donne transgender e cisgender può danneggiare queste ultime – ovvero quelle nate con gli organi sessuali femminili.
Nel 2018, For Women Scotland presentò un ricorso formale alla Corte per ottenere che le protezioni antidiscriminatorie dell’Equality Act smettessero di valere per le donne transgender, ricorso che purtroppo è andato a buon fine.
E sapete chi c’è dietro a questa associazione?
Nientedimeno che J.K. Rowling, la scrittrice che ha dato alla luce le avventure di Harry Potter, da anni tristemente nota per le sue posizioni transfobiche (che non manca mai di vantare sui social).
È anche grazie ai suoi finanziamenti se For Women Scotland è riuscita a far valere la richiesta presso la Corte suprema: l’anno scorso l’autrice ha donato all’associazione ben 70mila sterline, e l’ha supportata dandole visibilità durante tutta la vicenda giudiziaria.
A pensare che Rowling sia così piena di odio nei confronti di una comunità marginalizzata e discriminata mi si stringe lo stomaco. Anche io, da bambina, ho amato le storie di Harry Potter, ma da adulta ho dovuto imparare a distinguere l’arte dall’artista.
Quello della scrittrice è un comportamento ignobile, ingiustificabile, e chi non prende posizione è complice.
Facciamo sentire la nostra voce contro l’odio, partecipiamo alle manifestazioni del Pride!
(Sonia F.)

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