Come ogni domenica, vi presentiamo un post della nostra pagina FB e IG “@Donne non facciamolo in Rete”, nata per tutelare le donne e i minori dai pregiudizi e dai pericoli del web.
“Dall’esplosione della violenza domestica durante la pandemia al ritorno al potere dei talebani in Afghanistan, dalla brutale repressione del movimento Donna, Vita, Libertà in Iran all’abrogazione della sentenza Roe contro Wade negli Stati Uniti, i diritti delle donne vengono erosi.”
Da quando ho letto questa dichiarazione di Chiara Capraro, direttrice del programma per la giustizia di genere di Amnesty International, non faccio che pensare una cosa: ma le persone, in Italia, si rendono conto di questa nuova ondata di misoginia che sta travolgendo il mondo?
Potrebbe sembrare paradossale, anche perché solo pochi anni fa quasi tutti i paesi al mondo avevano concordato di raggiungere la parità tra i generi entro il 2030.
L’iniziativa era stata capitanata dalle Nazioni Unite, eppure, a oggi, nessuna delle nazioni aderenti ha raggiunto gli standard richiesti, e i diritti delle donne si rivelano stagnanti o addirittura in regressione.
Nel rapporto delle Nazioni Unite si legge che questo “scenario desolante significa che la disuguaglianza di genere globale potrebbe essere peggiore nel 2030 rispetto al 2015, quando gli obiettivi delle Nazioni Unite furono redatti”!
Insomma, stiamo assistendo a una spirale regressiva, alimentata da fondamentalismi religiosi, nazionalismi e minacce alla democrazia.
È tempo di unire le voci, di rafforzare le reti femministe transnazionali, di denunciare con forza ogni arretramento, ogni tentativo di riportarci indietro.
Non possiamo permettere che le nostre sorelle, a prescindere dal paese in cui vivono, siano private della libertà e della dignità. La battaglia per i diritti delle donne è una battaglia globale, e la posta in gioco è il futuro di tutte, e tutti, noi.
(Francesca C.)




