Come ogni domenica, vi presentiamo un post della nostra pagina FB e IG “@Donne non facciamolo in Rete”, nata per tutelare le donne e i minori dai pregiudizi e dai pericoli del web.
Qualche tempo fa, un amico mi ha raccontato una storia che mi ha fatto riflettere sul sexting e su quanto sia facile perdere il controllo sulle nostre immagini nel mondo digitale.
Il mio amico stava flirtando via chat con una persona che aveva iniziato a frequentare da poco. L’atmosfera era leggera e giocosa, e dopo qualche battuta gli è venuto spontaneo inviare una foto un po’ più audace del solito.
Il problema è nato il giorno dopo.
Per sbaglio, la persona con cui stava chattando aveva inoltrato la foto in una chat di gruppo di amici comuni. Un errore di selezione, quando gli amici gli avevano chiesto di mandare in chat una foto scattata il giorno precedente.
Il mio amico, anche lui nella chat di gruppo, è andato nel panico. La foto, pensata per un contesto intimo e privato, era stata vista da persone con cui aveva un rapporto completamente diverso. Fortunatamente, i suoi amici hanno capito subito la situazione e hanno reagito con discrezione, cancellando l’immagine appena possibile e rassicurandolo.
Quest’episodio, per quanto si sia risolto senza conseguenze drammatiche perché avvenuto in un contesto protetto dalla sensibilità degli amici, lo ha scosso molto, e ha scosso anche me.
Da quel giorno ho iniziato a riflettere seriamente su quanto sia fragile, in Rete, la linea tra privato e pubblico, e su come una semplice disattenzione possa avere un impatto enorme sulla privacy e sulla reputazione.
È vero, spesso il sexting avviene all’interno di coppie già solide, per mantenere viva la scintilla o per rafforzare l’intimità nel caso di relazioni a distanza. Oppure per esplorare fantasie e desideri che si fatica a esprimere di persona.
Che dall’altro lato dello schermo non ci sia una persona malintenzionata fa poca differenza: in certi casi, un’immagine inviata una sola volta può restare per sempre nei luoghi digitali più minacciosi.
(Francesca C.)




