Come ogni domenica, vi presentiamo un post della nostra pagina FB e IG “@Donne non facciamolo in Rete”, nata per tutelare le donne e i minori dai pregiudizi e dai pericoli del web.
Per anni, ho ascoltato tante coppie sperare nella nascita di un figlio maschio.
E non solo le coppie, anche le rispettive famiglie si trovavano spesso a “tifare” per l’arrivo di un bambino.
Ecco, è da qualche anno, però, che questa tendenza è meno marcata – almeno nella mia cerchia di amici.
Come al solito, ho fatto un po’ di ricerca in Rete per trovare riscontro nei dati e ho scoperto che diversi report, negli ultimi tempi, hanno evidenziato uno spostamento graduale a favore del desiderio di avere figlie femmine piuttosto che figli maschi.
Per lungo tempo, in tante culture, la preferenza per la prole maschile è stata una costante: la nascita di un figlio maschio era spesso associata a una serie di vantaggi percepiti – dalla continuità del lignaggio alla sicurezza economica e sociale per la famiglia.
Ma, attenzione, preferire figlie femmine non è per forza indice di progresso, anzi.
Tanti potrebbero volere delle bambine a causa dello stereotipo che le vede come individui più docili, premurosi e disposti ad accudire i genitori anziani.
Ma anche altre dinamiche concorrono a questa nuova preferenza: il progresso nell’occupazione femminile che ha reso le donne più indipendenti e capaci di apportare prestigio economico e sociale alla famiglia; la ridefinizione dei ruoli di genere nelle coppie; la paura di dover crescere un maschio che potrebbe rivelarsi turbolento.
Sia come sia, dal 2015 la preferenza per i figli maschi continua a diminuire.
In ottica femminista, questa tendenza può essere interpretata come progresso anche se, ovviamente, non implica la fine delle disuguaglianze di genere.
È, però, una tendenza che segnala un cambiamento nelle nostre fondamenta culturali e che potrebbe facilitare ulteriori passi verso una maggiore equità.
Possiamo forse sperare in un futuro in cui il valore delle donne è intrinsecamente riconosciuto fin dal concepimento?
(Sonia F.)




