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Come ogni domenica, vi presentiamo un post della nostra pagina FB e IG “@Donne non facciamolo in Rete”, nata per tutelare le donne e i minori dai pregiudizi e dai pericoli del web.
Sapevate che il 37,4% delle donne ha abbandonato la pratica sportiva a causa di esperienze negative? Sono dati che emergono da un report commissionato dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio. Si parla di molestie, sguardi inappropriati, violenza fisica, sessuale e psicologica.
E sapevate che, secondo uno studio di FitRated, il 71% delle donne ha subìto molestie in palestra e l’81% ha modificato la propria routine di allenamento per evitare situazioni sgradevoli?
Per non parlare delle migliaia di testimonianze lasciate in Rete da donne che raccontano di comportamenti intimidatori ignorati a bella posta dal personale degli impianti sportivi.
Non stupisce, allora, la nascita dei cosiddetti “Ladies Fitness Club”, ossia le palestre per sole donne.
Catene dai nomi ammiccanti al femminismo da social si sono moltiplicate in diverse città facendo leva sul diritto alla sicurezza delle donne: complici un marketing dai colori tenui e frasi a effetto sull’emancipazione, queste palestre attraggono sempre più donne pronte ad abbandonare le loro palestre al testosterone.
I Ladies Fitness Club sono luoghi in cui le donne possono fare esercizio libere dallo sguardo oggettificante dei maschi – quando va bene – e dalle molestie nei casi più gravi.
Ma ogni donna dovrebbe poter frequentare luoghi sicuri e palestre senza il timore di sentirsi osservata o molestata dai maschi.
Sono loro a dover cambiare, così da istituire un modello nuovo che accolga tutte e tutti; le donne non dovrebbero essere costrette a fuggire altrove.
I Ladies Fitness Club, seppur sicuri, sono una forma di segregazione, e di fatto segnalano un fallimento nella lotta per la parità di genere e per l’educazione al rispetto della donna. Sono luoghi che evidenziano una necessità di cambiamento culturale in un settore, quello del fitness, da sempre dominato dagli uomini, affinché nascano spazi inclusivi e rispettosi delle donne.
(Francesca C.)

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