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Come ogni domenica, vi presentiamo un post della nostra pagina FB e IG “@Donne non facciamolo in Rete”, nata per tutelare le donne e i minori dai pregiudizi e dai pericoli del web.
Nel libro “Invisibili”, la giornalista e attivista britannica Caroline Criado Perez tratta la questione del “gender data gap”, vale a dire il divario di genere nei dati statistici e la mancanza di considerazione per le donne e per le loro necessità in un mondo costruito a misura di uomo.
Tra i numerosi esempi, Criado Perez ricorda il caso dei bagni pubblici. Quante volte sentiamo battute sulla lentezza delle donne nei bagni? Eppure, il problema è alla radice: i bagni pubblici sono studiati per le esigenze maschili. Non tengono conto della differenza degli organi genitali e dei vestiti maschili e femminili.
Non è un caso che parecchie attrici comiche abbiano creato sketch proprio sulle difficoltà delle donne nei bagni pubblici alle prese con cappotto, borsa e magari con la necessità di cambiare l’assorbente, senza potersi appoggiare alle superfici.
Per non parlare dei casi in cui le donne devono trovare il modo di andare in bagni minuscoli senza perdere di vista i figli.
Ma in questo mondo a misura di uomo ci sono aspetti anche più drammatici che riguardano le condizioni di salute delle donne: l’infarto femminile è diverso da quello maschile e spesso non viene diagnosticato in tempo perché ci si basa sui sintomi maschili.
Per decenni, le automobili sono state costruite tenendo conto solo di un corpo maschile alla guida, causando in caso di incidenti conseguenze molto più gravi per le donne.
I dati mancanti per colmare questo divario di genere riguardano troppi campi, perché – come scriveva Virginia Woolf – le donne non sono mai state soggetti, ma sempre e solo specchi per gli uomini.
Oggi le cose stanno cambiando: sempre più esperte di statistica e sociologhe si occupano di studiare i dati femminili e di colmare il gender data gap. Ma il traguardo è ancora lontano e, nel frattempo, continuiamo a vivere in un mondo non a nostra misura.
(Stefania S.)

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